Matteo Renzi a Redipuglia

Il treno Pd ha iniziato da Treviso la sua undicesima giornata di viaggio attraverso l’Italia. Dopo una visita alla Texa di Monastier ha raggiunto Porto Marghera e la Cittadella dell’Edilizia, quindi l’Interporto di Padova e il distretto della Giostra che comprende alcuni comuni della parte occidentale della provincia di Rovigo.
 
Il treno ha poi valicato il confine regionale ed è passato in Emilia Romagna per la tappa successiva a Ferrara, al Museo ebraico. Ma anche sul treno, tra una tappa e l’altra, si sono svolti incontri importanti. Ieri sono saliti alcuni rappresentanti dei risparmiatori rimasti coinvolti nel fallimento di Popolare di Vicenza e Veneto Banca (“il Vajont del risparmio” lo hanno definito).
 
In particolare erano presenti quelli assistiti da Codacons, Abusdef e Anla. Da loro la richiesta di un fondo di garanzia ad hoc per tutti i 200 mila truffati. A questo proposito il segretario del Pd è intervenuto pubblicamente a fine giornata annunciando la disponibilità del Pd “a immaginare da prima possibile l’introduzione di un fondo di ristoro per le vittime del risparmio tradito. Non stiamo dalla parte di chi ha commesso le malefatte, ma diciamo che chi ha sbagliato deve pagare e stiamo con i cittadini e i risparmiatori”.
 

 

Monastier (Treviso)

Prima di ripartire col treno Pd da Treviso, Matteo Renzi a Monastier ha visitato la Texa. Fondata nel 1992, oggi Texa è tra i leader mondiali nella progettazione, industrializzazione e costruzione di strumenti diagnostici multimarca, analizzatori per gas di scarico, stazioni per la manutenzione dell’aria condizionata e dispositivi per la telediagnosi, destinati all’automotive.
 
Con 600 dipendenti, 400 dei quali impegnati proprio nella sede principale di Monastier, Texa rappresenta un vero monumento contro la delocalizzazione. Qui il segretario del Pd aveva in programma di venire ancora da premier, durante un viaggio in Veneto, ma un problema sulla pista dell’aeroporto di Ciampino lo aveva fatto ritardare e la tappa era saltata. L’importanza del lavoro manufsatturiero, e della fatica che comporta, è il messaggio al centro dell’intervento del presidente del gruppo Bruno Vianello.
 
Il segretario del Pd si e’ trattenuto per oltre un’ora visitando i vari reparti dell’azienda che conta anche una divisione dedicata alla progettazione, prototipazione e produzione di motori per automobili elettriche.

 

Matteo Renzi a Treviso

Marghera

Il viaggio è proseguito verso Marghera, seconda tappa dell’undicesima giornata di tour del treno Pd. Alla presenza del presidente dell’Ance Ugo Cavallin, di un delegato sindacale e del presidente di Confindustria Venezia Vincenzo Marinese, Matteo Renzi a Marghera ha visitato la “Cittadella dell’Edilizia”.
 
Un riuscito esempio di riqualificazione urbanistica, di trasformazione di un’area del porto di Marghera in una rinnovata attività di studio e ricerca, di intervento architettonico di qualità, di accordo pubblico-privato, di utilizzo di materiali innovativi. “L’Italia è ripartita senza l’edilizia – ha detto Matteo Renzi – immaginiamoci cosa può essere con l’edilizia.
 
Il rischio drammatico e’ che uno si fermi ora che c’è prospettiva di sviluppo ancora più straordinaria con il pil del 2017 più vicino 2% che all’1%”. Il segretario Pd ha definito l’edilizia “una delle questioni centrali del nostro Paese”. Ma c’è bisogno anche che tutti i soggetti facciano la loro parte: la magistratura evitando di vedere in ogni imprenditore un corruttore; gli imprenditori scommettendo sempre di più su un nuovo modello di edilizia e le Sovrintendenze evitando di bloccare ogni nuova iniziativa in “lacci e lacciuoli”.
 
Matteo Renzi a Porto Marghera

Padova

All’arrivo alla stazione di Padova, il treno Pd è stato accolto da alcuni contestatori. Matteo Renzi si è fermato, anche in questa occasione, con chi gli urlava di ritirarsi.
 
“Tu non la pensi come me ed è legittimo – ha spiegato rivolto a una donna – è altrettanto legittimo però sapere che di fronte a 2 milioni di perone che sono andati a votare alle primarie io ho fatto la mia scelta”. Poi in compagnia del sindaco Sergio Giordani, Matteo Renzi ha raggiunto l’Azienda Interporto di Padova costituita nel 1973 dagli Enti Pubblici Locali (Comune, Provincia e Camera di commercio di Padova e Ferrovie dello Stato).
 
Al suo interno sono insediate circa 150 aziende impegnate nel mondo della logistica e dell’e-commerce con circa 3.000 addetti. La visita a Padova è stata l’occasione per il segretario Pd di ribadire al sindaco Giordani il totale appoggio personale e del partito nella battaglia su una questione qui particolarmente avvertita: il rifinanziamento della linea 2 e 3 del tram.

 

Matteo Renzi a Rovigo

Bergantino

Da Padova a Rovigo, nell’Alto Polesine, per una tappa presso il distretto della giostra. Matteo Renzi a Bergantino ha incontrato vari rappresentanti del distretto che esporta in tutto il mondo ed ospita buyer dalla Turchia all’Australia.
 
Un unicum per Veneto e Italia. Technical Park di Melara e CMC CARAVAN di lusso di Bergantino sono alcune delle aziende che rappresentano al meglio l’intero distretto e che trattano sia giostre che servizi ed accessori come caravan e case viaggianti.

 

Rovigo

Ferrara

La cultura al centro dell’ultima tappa della giornata a Ferrara. Qui, alla presenza del ministro della Dario Franceschini, la visita al MEIS, museo dell’ebraismo e della Shoa nato, come ha ricordato Franceschini, da una proposta di legge parlamentare del 2003, partito grazie ai 47 milioni di euro stanziati dal governo Renzi e che il 13 dicembre sarà inaugurato alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ferrara

 

Far conoscere la storia, il pensiero e la cultura dell’ebraismo italiano; raccogliere le testimonianze delle persecuzioni razziali in Italia; promuovere attività varie sui temi della pace e della fratellanza tra popoli, culture e religioni diverse: queste le finalità del MEIS.
 
Ricordando il caso Anna Frank nelle curve di alcuni stadi italiani, Matteo Renzi ha voluto ribadire tutto il supporto, l’affetto e la riconoscenza degli italiani nei confronti della comunità ebraica e del popolo ebraico. La presenza del titolare della Cultura ha permesso infine, durante una diretta Facebook, di fare il punto su quanto, dall’inizio dei Mille Giorni a oggi, è stato investito sulla cultura nel nostro Paese: da 37 milioni a 3 miliardi più 180 milioni da contributi dei privati.
 
“C’è chi dice che con la cultura non si mangia, noi abbiamo messo un fracco di soldi” così il segretario Matteo Renzi.

 

La diretta Facebook del 9 novembre 2017