Matteo Renzi a San Giorgio della Richinvelda

Il treno Pd è ripartito dal Friuli-Venezia Giulia, da quel Nord Est che sta trainando la ripresa in Italia. Se nelle prime tappe del viaggio tra alcune regioni del Centro Italia e soprattutto in quelle del Sud, il viaggio ha portato a toccare con mano realtà d’eccellenza ma anche di grave crisi occupazionale, qui al Nord Est i dati economici segnalano il ritorno a una situazione pre crisi probabilmente migliore anche di quella di alcune zone limitrofe.

“Lontani da politica romana, in mezzo a gente”, il treno Pd è arrivato nei luoghi del sociale dove si affronta il tema della disabilità, delle imprese dove nascono start-up e si fa innovazione anche nel settore dell’agroalimentare, nei luoghi del nostro cuore come sulla tomba di Pier Paolo Pasolini e su quelli del nostro futuro, con le periferie di Udine che saranno riqualificate con i fondi stanziati dal Governo dei mille giorni.

Trieste

La giornata è iniziata a Trieste con un piccolo fuori programma. Giunto in stazione, Matteo Renzi è stato infatti avvicinato dal promotore della raccolta firme per il ripristino del servizio del Tram di Opicino e ha subito firmato a favore della petizione. Poi il trasferimento al porto che negli ultimi anni si è consolidato come primo porto nazionale per volumi complessivi di merci movimentate.

Matteo Renzi a Trieste

Trieste è il principale terminal petrolifero del Mediterraneo

Trieste è il principale terminal petrolifero del Mediterraneo, con 42 milioni di prodotti movimentati, ed è il terminal della principale Autostrada del Mare del Mediterraneo, quella che collega lo scalo giuliano con la Turchia. Matteo Renzi a Trieste ha incontrato i rappresentanti dell’autorità portuale, sindacati e associazioni di categoria e li ha ringraziati per lo sforzo profuso soprattutto nella creazione di posti di lavoro “che – ha detto il segretario Pd – è la nostra priorità assoluta”.

Redipuglia

Da Trieste il treno ha proseguito il suo viaggio verso la provincia di Gorizia per una visita al Sacrario militare e al museo di Redipuglia. Senza memoria non si costruisce il futuro. Per questo in ogni regione il treno Pd si ferma a visitare o rendere omaggio ad alcuni dei luoghi in cui si è formato e risiede un pezzo della nostra identità nazionale.

Matteo Renzi a Redipuglia

Il museo di Redipuglia, dedicato alla prima guerra mondiale, è un progetto su cui il governo ha assunto un impegno importante attraverso un investimento di 17 milioni euro.

senza memoria non si costruisce il futuro

I lavori sono in corso e l’obbiettivo è quello di terminarli entro il 4 novembre del 2018 in concomitanza con il centenario della fine della Grande Guerra. Matteo Renzi ha visitato il cantiere e ribadito l’importanza del tema della memoria.

Udine

Terza tappa Udine, Caserma Osoppo . Una caserma in disuso ormai da una ventina di anni, interessata oggi da un progetto di riqualificazione urbana, il cosiddetto “Experimental city” finanziato con fondi nazionali (18 milioni di euro) stanziati dal bando periferie durante il governo dei Mille Giorni.

“Experimental city”, una cerniera tra il centro della città e uno dei suoi quartieri periferici più problematici

Un progetto ispirato a quell’architettura che salva e ricuce le periferie indicata da Renzo Piano e che, nel caso specifico, mira a trasformare l’enorme area su cui si trova la caserma in una sorta di cerniera tra il centro della città e uno dei suoi quartieri periferici più problematici, il quartiere “Giusto” dal nome di Riccardo Giusto, primo italiano deceduto durante la prima guerra mondiale.

Matteo Renzi a Udine

Un progetto al quale Matteo Renzi ha riconosciuto “straordinarie potenzialità” e che rientra in quel grande investimento che il suo governo ha fatto sulle periferie (circa 2 miliardi) volto a trasformare in nuovi centri quei luoghi più lontani, non solo geograficamente ma anche umanamente, dai centri propriamente detti delle città. E questo attraverso i servizi che potranno offrire, gli asili, le scuole, gli spazi verdi e i nuovi posti di lavoro che potranno essere creati.

Casarsa

Oltre a quello della fine della prima guerra mondiale, in questi giorni è ricorso anche l’anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, barbaramente trucidato il 2 novembre del 1975 all’Idroscalo di Ostia in circostanze, ancora oggi, non completamente chiarite. A Casarsa, in provincia di Pordenone, il treno Pd si è fermato per un omaggio alla tomba di uno dei più grandi intellettuali del ventesimo secolo.

Matteo Renzi a Casarsa

“E io camminerò leggero, andando avanti, scegliendo per sempre la vita”.

È la citazione del poeta friuliano che Matteo Renzi ha scelto di pubblicare su twitter al termine della sua visita e dopo aver lasciato un fiore in sua memoria sulla lapide del poeta.

Matteo Renzi a Casarsa ha avuto però anche l’occasione di confrontarsi a lungo, per circa 10 minuti, con due cittadini che in stazione, dopo averlo inizialmente invitato ad andarsene a casa (“già fatto” la risposta del segretario), gli hanno chiesto conto del costo del treno ma anche della questione TAP, il progetto di costruzione del nuovo gasdotto dal Mar Caspio all’Italia.

Quella del costo del treno è una polemica che si trascina ormai da alcune settimane. Ma non sono tutti i cittadini a finanziare questo viaggio bensì solo coloro che liberamente stanno scegliendo di farlo.

“Il treno del Pd, per andare in 107 province, costa circa 300 mila euro e ne abbiamo raccolti 24 mila, due giorni dei Cinque stelle a Rimini sono costati 500 mila euro” ha risposto il segretario del Pd spiegando che le sottoscrizioni da parte di privati cittadini possono essere fatte sia attraverso il sito che donando 2 euro attraverso un sms al numero 499 499.

Al giovane che invece contestava a Renzi la realizzazione del gasdotto Tap in Puglia, il segretario ha proposto, dopo un confronto su tesi diverse, anche uno scambio di documenti per mail.

San Giorgio della Richinvelda

La tappa a San Giorgio della Richinvelda, in provincia di Pordenone, è stata l’occasione per tornare a discutere di agroalimentare. Qui infatti si trovano i Vivai Rauscedo, un’eccellenza del settore vitivinicolo italiano. Si tratta infatti di uno dei poli europei e mondiali per la produzione di barbatelle, con indici di export in continua crescita. Che cosa sono le barbatelle?

i Vivai Rauscedo sono un polo europeo e mondiale per la produzione di barbatelle

Tecnicamente si tratta di tralci di vite innestata che, soggetti a particolare lavorazione, sono stimolati a emettere delle radici, la cosiddetta barba da cui deriva appunto il termine barbatella. Un lavoro che richiede un grandissimo impegno, tenacia ed esperienza. Un lavoro che porta a creare dei nuovi vitigni resistenti agli attacchi parassitari con conseguente risparmio del 90% degli spargimenti dei trattamenti antiparassitari.

Matteo Renzi a San Giorgio della Richinvelda

“Questo non è un pezzo di passato ma un pezzo di futuro – ha detto Matteo Renzi a San Giorgio della Richinvelda – Dobbiamo investire con forza in questo settore. C’è un cooperazione viva e c’è anche una cooperazione farlocca, una mala pianta che intacca la pianta buona”, ha aggiunto.

Belluno

Al centro dell’ultima tappa della giornata, il tema della disabilità Il treno Pd si è fermato alla stazione di Conegliano, nel Bellunese. Da là Matteo Renzi ha raggiunto prima la Comunità Alloggio “Villa Anna” di Limana e poi, a Belluno, la Cooperativa Società Nuova che da 40 anni si prende cura di persone, compresi i minori, con disabilità psico-fisica (anche post-traumatica). Qui Matteo Renzi ha incontrato pazienti, operatori e volontari come sempre, in queste occasioni, lontano da taccuini e telecamere.